Durata prevista del restauro: 120 giorni.
Restauro effettuato dal 28/9/2004 al 24/01/2005
Spazio pubblicitario: 2x2 metri
Brescia, Giardini Rebuffone di Viale Venezia
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Busto dedicato a Fausto Massimini
Fausto Massimini, figlio di Luigi e della nobile Giulia Barberini, nacque l'8 giugno 1859 Brescia e morì a Visano il 9 luglio 1908. Frequentò il liceo nella città natale e quindi l'università di Pavia, laureandosi in legge e divenendo presidente di un circolo repubblicano. Tornato a Brescia entrò nello studio di Giuseppe Zanardelli diventando ben presto il suo principale discepolo. Collaborò con il Maestro nelle gestione di cause molto importanti e fu da questi avviato agli studi amministrativi politici, tant'è che il Consiglio Provinciale di Brescia nel 1889e nel 1891 lo chiamò a far parte della Giunta Amministrativa. Nel 1892 veniva nominato Consigliere Comunale di Brescia e l'anno successivo eletto Consigliere Provinciale nel mandamento di Leno. Sino al 1895 svolse una intensa attività politica (idrovia Iseo-Rovato-Chiari; ferrovia della valle Canonica; fonte di Mompiano ed altro) e giornalistica, collaborando con la "Provincia di Brescia" per la quale trattò temi rilevanti inerenti il sistema monetario, la perequazione fondiaria, il catasto ed altre questioni emergenti. Ritornò in Consiglio Comunale nel 1899 con la minoranza e nel 1902 con la maggioranza ove sostenne in pieno l'alleanza tra socialisti e Zanardelliani anche se dal 1897 siedeva in Parlamento in rappresentanza del mandamento di Leno. Alla Camera Massimini svolse un ruolo assai rilevante, partecipando a Giunte e Commissoni e occupandosi prevalentemente di questioni economiche, ma anche schierandosi per l'abbandono dell'Eritrea, per il non invio di truppe italiane in Cina, presentando l'ordine del giorno che fece cadere il governo Saracco e portando al governo l'amato Zanardelli il13 febbraio 1901. Nel 1906 divenne Ministro delle Finanze del governo Giolitti; nel 1907 fu colpito da una emiplegia che lo condannò all'abbandono di qualsiasi attività politica e alle dimissioni. Nel luglio del 1908, a qualche giorno dalla sua morte, il Consiglio Comunale di Brescia decise di dedicargli un busto sui viali del Castello, che però fu collocato alcuni anni più tardi nei giardini del Rebuffone a Porta Venezia. Il busto bronzeo è opera di Angelo Zanelli, fuso dalla fonderia d'arte Battaglia di Milano.